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Cosa non si farebbe per avere una sfera di cristallo e dare uno sguardo al futuro. Immagina le tendenze che potresti prevedere e le mosse strategiche che potresti pianificare. Sebbene la modellazione predittiva sia nata con le previsioni meteorologiche negli anni Quaranta, ancora non esistono fabbriche che producono sfere di cristallo (o almeno, funzionanti). Tuttavia, ci siamo avvicinati un po' a questa magia grazie all’analisi predittiva. 

In questo articolo, spiegherò come l’analisi predittiva sfrutti dati storici e algoritmi avanzati per prevedere tendenze, ottimizzare le decisioni e fornire un vantaggio competitivo in vari settori.

Che cos’è l’analisi predittiva?

L’analisi predittiva utilizza dati storici per tracciare e stimare come potrebbe essere il futuro in diversi scenari. Negli ultimi anni, siamo riusciti a sfruttare algoritmi statistici e il machine learning (ML) per effettuare previsioni più rapidamente e con maggiore precisione. Ciò ci consente di anticipare le tendenze, modificare le operazioni per tenerne conto e minimizzare i rischi associati. 

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Come funziona l’analisi predittiva?

Non si tratta semplicemente di inserire numeri in un modello preconfezionato—almeno, non se vuoi previsioni significative e affidabili.

  1. Inizia raccogliendo i dati rilevanti. Questo può includere archivi, registri, dati demografici o set di dati esterni. L’importante è assicurarsi che le informazioni siano di qualità e pertinenti all’obiettivo predittivo che hai in mente.
  2. Successivamente, dovrai pulire quei dati. Mi riferisco alla rimozione di duplicati, alla correzione dei valori mancanti e alla formattazione dei dati rimanenti in un formato adatto.
  3. Non tutte le analisi predittive sono uguali. Dovrai scegliere quella più adatta alle tue esigenze. Ce ne sono diverse tra cui scegliere, come ad esempio:
    1. Modelli di regressione: Possono essere lineari o logistici. La regressione lineare prevede un risultato numerico continuo, come il prezzo delle case. La regressione logistica prevede un risultato binario, ad esempio se un cliente acquisterà o meno un prodotto.
    2. Alberi decisionali: Strutturano le informazioni in nodi, che rappresentano decisioni basate sulle caratteristiche dei tuoi dati. Il risultato finale viene raggiunto attraverso le "foglie" degli alberi decisionali. Gli alberi decisionali possono anche essere combinati in Random Forest per previsioni più accurate.
    3. Reti neurali: Composte da nodi interconnessi simili a quelli del cervello umano, questi modelli sono eccellenti nel trovare pattern in dati complessi. Possono essere usate per modelli di deep learning, che combinano più reti neurali in grado di apprendere schemi sofisticati.
    4. Analisi delle serie temporali: Se i dati vengono raccolti nel tempo, questi modelli possono analizzare tendenze, cicli e pattern che cambiano durante il periodo osservato. 
    5. Clustering e classificazione: Questi modelli agglomerano e categorizzano i dati. In particolare, il clustering consiste nel raggruppare punti più simili tra loro rispetto ad altri cluster. La classificazione assegna i dati a etichette o classi predefinite. 
  4. Una volta scelto il modello appropriato, è il momento di addestrare e testare. È importante notare che ciascun modello ha punti di forza e limiti, e potresti doverne adottare diversi in funzione dei dati e degli obiettivi. Dai tempo al modello di imparare dai dati e dai pattern, quindi testalo su un subset separato per valutarne l’accuratezza.
  5. Sei arrivato all’ultimo passaggio; è il momento del lancio! Dopo aver messo in produzione il tuo modello di analisi predittiva, dovrebbe essere in grado di gestire nuovi dati senza problemi. Continua a monitorare regolarmente le prestazioni e pianifica eventuali riaddestramenti secondo necessità.

Dovrei utilizzare l’analisi predittiva?

Come per ogni innovazione che diventa rapidamente una parola d’ordine, è fondamentale valutarne vantaggi e svantaggi. L’analisi predittiva viene adottata velocemente in molti settori, dall’assistenza sanitaria alle risorse umane. Il consenso generale è che porti a decisioni migliori, efficienza potenziata e possa offrire un vantaggio competitivo. Quindi, è tutt’altro che stregoneria, e con i progressi continui in AI e ML che sembrano ormai settimanali, le potenzialità sono indubbiamente promettenti. 

D’altro canto, la qualità dell’analisi predittiva dipende dai dati che le fornisci. Se riempi una Mercedes con qualsiasi cosa tranne carburante premium, le sue prestazioni saranno simili a quelle di una Honda. Richiede molto tempo perfezionare i dati per renderli adatti all’analisi predittiva, senza contare la necessità di inserirli in modelli complessi che a loro volta richiedono ulteriore tempo di apprendimento.

Ci sono anche "segnali beige" per quanto riguarda le questioni legate alla privacy, inclusi studi che sottolineano la necessità di modelli etici nella gestione dei dati personali.

Il verdetto finale

Alla fine, l’analisi predittiva si avvicina ogni giorno di più alle migliori pratiche piuttosto che alla stregoneria. È la cosa più simile a una sfera di cristallo funzionante che abbiamo mai avuto, e senza dubbio costituirà la base del futuro di innumerevoli settori.

La scelta di investire o meno nell’analisi predittiva dipende dal vostro tempo e dal vostro impegno. Tenete presente che chi la abbraccia potrebbe davvero essere il leader di domani.

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