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Nel 24° anniversario del Manifesto Agile, è evidente che, sebbene le pratiche Agile si siano diffuse in molte organizzazioni, ancora troppe realtà stanno fallendo nel raggiungere gli obiettivi. 

Uno dei veri problemi con Agile non è il framework, ma il divario culturale. Troppe aziende spuntano le caselle dell’Agile senza compiere il vero cambiamento mentale che rende davvero efficace questo approccio. Quando i team seguono solo l’apparenza, finiscono per fare tutti i riti dell’Agile senza ottenere alcun risultato concreto.

Uno studio di McKinsey evidenzia che le sfide culturali sono più del doppio rispetto ad altri ostacoli principali nelle trasformazioni Agile. Questo sottolinea che, senza un vero cambiamento culturale, adottare pratiche Agile può portare al fallimento.

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Il vero Agile si realizza quando fiducia, adattabilità e miglioramento continuo non sono solo concetti di cui si parla—ma diventano il modo in cui si lavora realmente. Ti dirò come puoi coltivare una vera cultura Agile che porta risultati tangibili e rende il luogo di lavoro più adattabile.

Fare Agile vs. Essere Agile

Vedi il tuo team che segue sprint con impegno, tiene daily stand-up e gestisce backlog, ma nonostante ciò, si ritrova invischiato nelle stesse inefficienze e frustrazioni di prima. Qual è il motivo? Stanno facendo Agile senza davvero essere Agile.

"Se hai mai visto la scena del parkour in The Office, potresti riconoscere l’approccio di un team al primo tentativo di agilità. Come dimostrano Michael Scott e i suoi colleghi aspiranti parkour, una cosa è imitare dei principi. Ma essere in grado di cambiare e adattare le priorità in modo rapido ed efficace, in base a feedback e necessità reali, è tutta un’altra questione, molto più impegnativa.

I team lavorano con componenti Agile da quando è stato introdotto il Manifesto per lo Sviluppo Agile del Software. Ormai la maggior parte delle organizzazioni ha fatto passi verso l’agilità di squadra – anche se (come nell’esempio sopra) si limitano a lanciare termini come scrum, Kanban e sprint." -Sara Eaton, Managing Director, Slalom

Adottare i riti Agile senza interiorizzare i principi fondamentali della metodologia è inefficace. Troppi team trattano Agile come uno scudo contro l’incertezza invece che come un approccio sistematico per affrontarla. 

“Quando i team affrontano l’incertezza direttamente, riescono a gestirla più efficacemente. Può sembrare che l’incertezza aumenti, ma in realtà viene gradualmente ridotta e resa più visibile.” - Noah Cantor, Coach di Leadership Tecnologica

I team che non comprendono questo punto confondono Agile con il caos e tornano a una pianificazione rigida, perdendo completamente il senso dell’approccio.

Quindi, come si può essere davvero agili?

  • Le persone prima degli strumenti (sul serio, è scritto nel Manifesto) – Se il primo istinto del tuo team davanti a un ostacolo è litigare con Jira invece di fare una conversazione di cinque minuti, qualcosa non va. L’Agile prospera sull’interazione umana. Gli strumenti aiutano, ma non devono mai diventare una stampella. Fai in modo che le persone parlino, risolvano i problemi insieme e collaborino in tempo reale.
  • Adatta Agile alle tue esigenze (non il contrario) – Non forzare il tuo team in un framework Agile rigido solo perché un consulente l’ha suggerito. Se i daily standup sembrano una perdita di tempo, modificali. Se gli sprint di due settimane sono troppo brevi per risultati significativi, allungali. I migliori team Agile non seguono ciecamente il manuale—fanno funzionare le regole per loro stessi.

L’Agile funziona solo quando viene vissuto, non solo eseguito. Concentrati sui principi fondamentali, elimina ciò che non serve al tuo team e crea una cultura in cui l’agilità diventa naturale.

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Cargo Cult Agile

Durante la Seconda Guerra Mondiale, alcuni isolani melanesiani osservarono il personale militare ricevere abbondanti forniture via aria e mare. Dopo la guerra, sperando di attirare consegne simili, costruirono piste di atterraggio fittizie ed eseguirono rituali imitando i soldati, credendo che tali azioni avrebbero portato beni. Da ciò nasce il termine "cargo cult", che descrive la pratica di replicare comportamenti senza comprenderne i principi alla base, sperando di ottenere gli stessi risultati.

"Cargo Cult Agile" descrive le organizzazioni che adottano Agile solo di nome. Ribrandizzano i ruoli e rinominano le fasi per sembrare Agile, ma continuano con i vecchi processi. Questo cambiamento superficiale si concentra sull’apparenza invece che sull’adozione dei principi fondamentali di Agile, rendendo inefficaci le implementazioni.

Alla sua essenza, Agile è molto più che processi. Le organizzazioni devono costruire una cultura in cui i team abbiano la libertà di prendere decisioni, si fidino l'uno dell'altro e cerchino costantemente modi per migliorarsi.

Il Ruolo della Leadership nella Trasformazione Culturale

Un altro grande ostacolo alla vera adozione di Agile è la vecchia gerarchia tradizionale. Ai team viene chiesto di essere flessibili, auto-organizzati ed empowered, ma la leadership resta aggrappata al controllo dall’alto, a decisioni lente e a strati di approvazione. 

Uno scontro culturale come questo soffoca l'agilità prima ancora che abbia una possibilità di funzionare. Se la leadership non è disposta ad adattarsi, nessun numero di sprint o stand-up potrà rendere veramente Agile un'azienda.

E non si tratta solo di controllo, ma anche di comfort. I metodi Agile risultano poco familiari e questo scatena resistenza. Come afferma il Tech Leadership Coach Noah Cantor: “Adottare metodi agile, che sono nuovi e diversi, scatena disagio a causa della nostra preferenza per ciò che ci è familiare. Questo spesso si manifesta in riflessioni nostalgiche sul passato, in cui idealizziamo ciò che c’era prima proprio perché contrasta con quanto sta accadendo ora.”

Questa nostalgia per i "bei vecchi tempi" del Waterfall—o qualunque cosa ci fosse prima—porta la leadership a rifugiarsi in strutture familiari invece di abbracciare pienamente Agile. Ecco perché molte aziende finiscono con un Agile a metà, dove ai team viene detto di “muoversi velocemente” ma devono comunque aspettare settimane per ottenere l’approvazione al rilascio.

Questo ostacola le prestazioni e porta a burnout, frustrazione e zero vero progresso. 

La leadership, nel frattempo, inizia a guardare Agile con sospetto, chiedendosi perché la produttività non decolli e perché la loro “trasformazione Agile” non li abbia magicamente resi una macchina ad alte prestazioni. Le organizzazioni possono concludere che "Agile non funziona", quando in realtà non è mai stato veramente adottato.

Se i leader vogliono che Agile funzioni, devono uscire dalla loro zona di comfort: lasciar andare le strutture di controllo obsolete, responsabilizzare i team e vedere Agile come qualcosa di più di un semplice cambiamento di processo. È un cambio di mentalità, e parte dall’alto.

Incoraggia le persone a lavorare su ciò che non comprendono e a trarre abilità e conoscenza da chi invece ne sa. Quando qualcuno ammette di non conoscere qualcosa, ringrazialo. Se qualcosa va storto, trattalo come un’opportunità per imparare e crescere, non come un’occasione per trovare colpevoli. In ogni modo, incoraggia le persone ad essere più aperte, fiduciose e vulnerabili.

Noah Cantor, Tech Leadership Coach

Vuoi trasformare i rituali in risultati? Fai queste quattro cose:

  1. Liberati dalla Strada del Tuo Team: I team che sentono di avere il controllo sul proprio lavoro supereranno sempre quelli che sentono di dover solo eseguire ordini. Fidati che possano prendere decisioni, lascia loro sperimentare e comprendi che gli errori fanno parte del processo—non sono da punire. E non può essere solo un cambiamento a livello di team. Se la leadership non capisce e non sostiene Agile, i team restano intrappolati in un gioco truccato. Rimuovi gli ostacoli, fidati dei tuoi team e vivi i valori Agile (dando potere ai team invece di controllarli).
  2. Parla da Essere Umano, Non Solo in Riunione: Quando fate le retrospettive, le persone si limitano a formalità senza dire cosa non funziona davvero? Le persone si sentono sicure nel segnalare i problemi? Se la risposta è no, Agile è morto prima ancora di iniziare. Se il feedback arriva solo in retrospettiva e nulla cambia, la gente smette di parlare. I migliori team Agile prosperano grazie a feedback costante e senza filtri—dalla leadership, tra i team e direttamente dai clienti. Più velocemente emergono i problemi, più velocemente si possono risolvere.
  3. Rendi l’Apprendimento Non Negoziabile: Agile è evoluzione, e questo significa che il tuo team deve imparare costantemente. Offri tempo per workshop, letture o miglioramento delle competenze. Metti in agenda questo tempo! Incoraggia la condivisione della conoscenza tra team. I migliori team Agile non rilasciano solo funzionalità: migliorano ad ogni sprint. 
  4. Smetti di Inseguire le Metriche (Cerca Valore): Se il tuo team raggiunge gli obiettivi di sprint ma il prodotto sembra ancora un caos, stai misurando le cose sbagliate. Assicurati che tutti comprendano il quadro generale—non solo i ticket Jira davanti a loro. Per cosa è strutturata la tua azienda? Waterfall? In tal caso, i rituali Agile non ti salveranno. Appiattisci le gerarchie, elimina i colli di bottiglia e lascia che i team si muovano velocemente. Ripensa il modo in cui il lavoro viene svolto. Se una funzionalità non serve ai clienti o al business, perché la stai realizzando?

Sono passati 20 anni e ancora oggi mi capita di parlare con i team di finanza, marketing e vendite che chiedono: ‘Cos’è questa cosa dell’Agile?’ Avremmo dovuto affrontare queste sfide prima—ma non sapevamo cosa fossero. La tecnologia non si ferma mai, eppure troppe aziende trattano l’Agile come una struttura da ‘imposta-e-dimentica’. Beh, indovina un po’? Se i tuoi modi di lavorare non evolvono insieme alla tecnologia, ti stai preparando al fallimento.

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Agile e IA (Non lasciare che il clamore faccia dimenticare i fondamentali)

Nella corsa sfrenata verso l’adozione dell’IA, molte aziende stanno completamente fraintendendo il senso dell’Agile. Il Manifesto Agile inizia letteralmente con “individui e interazioni più che processi e strumenti”, ma l’adozione dell’IA oggi? È tutta una questione di strumenti—chatbot, automazione, dashboard sofisticate—tralasciando le persone che svolgono realmente il lavoro e i problemi che devono risolvere.

Questa ossessione per l’IA come soluzione magica è il motivo per cui tanti progetti di IA falliscono—i team rimangono abbagliati dalla tecnologia ma non riescono a integrarla in modo da migliorare realmente la collaborazione, l’adattabilità o la delivery. L’IA non può correggere processi inefficienti; si limita ad accelerare flussi di lavoro già rotti.

Oggi, alcuni team stanno persino sperimentando l’IA per guidare i rituali Agile—come l’uso di IA generativa per suggerire domande nelle retrospettive. Teoricamente interessante, ma siamo onesti: l’IA non può sostituire un Agile coach. Non possiede il giudizio umano, l’esperienza, o l’intelligenza emotiva per interpretare l’ambiente e adattarsi in tempo reale. L’IA può facilitare, ma non può guidare.

Se l’IA farà parte del tuo stack Agile, usala per amplificare, non per sostituire, la collaborazione umana. Automatizza i compiti ripetitivi, certo. Sfruttala per evidenziare insight, assolutamente. Ma non lasciare che la tecnologia diventi il punto centrale—l’Agile funziona per le persone che lo sostengono, non per gli strumenti che utilizzano.

L’Agile funziona quando ci credi davvero

L’Agile è un mindset e un cambiamento culturale, e come ogni vera trasformazione, richiede impegno. Se l’Agile non sta portando risultati al tuo team, non cercare colpevoli. È improbabile che sia l’Agile a essere fallace, è più probabile che tu stia facendo Agile anziché essere Agile.

Come per molte cose nella vita, l’autenticità è fondamentale. Metti da parte l’apparenza e abbraccia i principi. Il vero killer dell’Agile è il gap culturale—non il framework in sé. Risolvi questo, e il resto seguirà naturalmente.

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