Sì, i QA dovrebbero preoccuparsi dei test sulle email. Questo articolo spiega i motivi, gli elementi da testare e come rendere i test sulle email senza sforzo.
Prima di tutto, è necessario capire che tipo di test sulle email stiamo trattando.
In generale, il test sulle email si riferisce a diversi metodi di controllo delle email prima dell'invio. Per gli email marketer, si tratta più di analisi dei contenuti e di campagne di test A/B. Per gli sviluppatori e QA che lavorano con app che inviano email transazionali, il test sulle email coinvolge un ciclo d'azioni più ampio – dall’analisi dell’HTML all’assicurare che le email vengano effettivamente recapitate.
In questo articolo parlerò di:
- Importanza del Test sulle Email
- 4 Criticità del Test Email per QA + Soluzioni
- Principali Elementi delle Email da Testare
Prima di tutto, parliamo dell’importanza del test sulle email per i QA.
Non Puoi Trascurare i Test: Ecco Perché
Statisticamente, oltre 300 miliardi di email vengono inviate/ricevute ogni giorno. È difficile immaginare quante email con bug vengano mandate dalle aziende quotidianamente. Tuttavia, è indiscutibile il fatto che questi messaggi danneggino la reputazione del brand e offrano un’esperienza utente scadente.
Per questo motivo, la risoluzione degli errori sulle email è una responsabilità del team dev/QA, affinché il team marketing possa lanciare campagne efficaci.
Saltare questa fase comporta tre principali conseguenze negative:
Errori di visualizzazione = Esperienza utente negativa
Purtroppo, non tutti i client di posta supportano HTML e CSS allo stesso modo. Outlook, o l'app Gmail per account non Google, per esempio, non visualizzano le immagini di sfondo.
Allo stesso modo, spesso i client di posta hanno linee guida specifiche nella progettazione delle email: Yahoo Mail impone margini, mentre Gmail tronca le lettere che superano i 102kB.
I designer, inoltre, non sempre tengono conto degli standard di visualizzazione sui vari client email, quindi è compito del tester assicurarsi di soddisfare tutti i requisiti.
Ecco perché è fondamentale testare le campagne prima di condividerle con gli utenti. Altrimenti, chi riceve l’email potrebbe vederla tagliata, con layout sballato, non reattiva o contenuti non supportati. Di conseguenza, la scarsa UX è garantita e aumenta il rischio che i clienti non tornino. Se si considera che l’intera campagna contenga email danneggiate, la frustrazione è alta.
La Recapibilità ne Risente
Garantire un collegamento affidabile tra le email inviate tramite app e gli utenti finali è fondamentale per gestire grandi basi utenti. Molti team, infatti, usano le notifiche email per inviare password o aggiornamenti di prodotto alla community: non riuscire a raggiungere gli iscritti è un bel problema.
Nell’email marketing, la recapibilità delle email è un fattore X che determina se un utente potrà effettivamente leggere il tuo messaggio importante. Numerosi sono i criteri che determinano il tasso di recapito di una campagna: il numero di email segnalate come spam, l’interazione degli utenti con i messaggi, la percentuale di rimbalzo e altri ancora.

Costruire una buona recapibilità è un lavoro complesso e di solito è una responsabilità dell’ingegneria. Un QA deve essere consapevole di quando e quante email transazionali manda un sito o un’applicazione. Al contrario, è drammaticamente facile gettare via tutto il lavoro: bastano pochi link rotti o un controllo antispam fallito per mandare a monte mesi di impegno.
I test di recapibilità servono proprio a prevenire questi spiacevoli imprevisti, permettendo al team QA di:
- evitare spam trap (falsi indirizzi email messi online dagli ISP e spesso inseriti nei database iscritti tramite bot)
- individuare elementi mal configurati nell’infrastruttura email (IP, record DNS, record di autenticazione della posta, ecc.)
- assicurarsi che non ci siano trigger di spam nei contenuti
Se un QA o uno sviluppatore ignora i controlli antispam e i test di recapibilità, campagne o messaggi importanti non raggiungono l’utente finale. Come fa un utente a reimpostare la password o ricevere il link di registrazione se un’email non testata si perde in rete? Email non recapitate possono portare a perdita di clienti e altri insuccessi di business.
La Reputazione ne Risente
Oggi, le email altamente personalizzate sono un trend consolidato. Tuttavia, quando si inviano messaggi pieni di tag dinamici, le cose possono facilmente sfuggire di mano.
Non è una novità per i destinatari ricevere email con tag del nome errati o oggetti come “Ciao, [username]”. Per i brand, piccole sviste compromettono le conversioni dell’intera campagna e danneggiano le relazioni con i media. Il motivo è semplice: non hai una seconda possibilità per fare una buona prima impressione. Se sbagli una volta, gli iscritti probabilmente segnaleranno la mail come spam o lasceranno feedback negativi. E il brand verrà associato a chi invia email rotte solo perché qualcuno ha saltato il test HTML/CSS.
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4 criticità principali nei test di QA sulle email (+ come aggirarle)
Abbiamo evidenziato tre principali effetti negativi dell’invio di email difettose. È ora di capire i punti dolenti di quei tester che lottano valorosamente con il debug delle email.
Non possiamo e non vogliamo giudicare. Per anni, ci sono state molte carenze nei flussi di lavoro di test delle email che rendevano il processo troppo manuale, lento e inefficiente.
Esistono soluzioni praticabili che eliminano le criticità dei test. Vediamo come affrontare gli inconvenienti più fastidiosi.
1. Le email di test vengono inviate a utenti reali
Questo problema fastidioso nasce dal fatto che i team QA usano domini di produzione per eseguire i test. Di conseguenza, è facile oltrepassare il limite e inviare accidentalmente un messaggio di test a una lista di iscritti.
Inoltre, usare il server di produzione per eseguire i test aumenta il volume di invii per un dominio e danneggia l’autorevolezza dello stesso.
È facile evitare di mandare erroneamente email a utenti reali se si usa un ambiente separato per il testing. Esistono due modalità sicure per testare le email:
- Test in ambiente di sviluppo tramite integrazione API
- Uso di strumenti che imitano il funzionamento di veri server SMTP, con la possibilità di testare le principali porte SMTP e altri elementi dell’infrastruttura.
2. Scarsa deliverability (o finire nella cartella spam)
Se le email di anteprima finiscono nello ‘Spam’, non è necessariamente un campanello d’allarme. Prima di allertare il team marketing e ricontrollare l’infrastruttura, elimina le seguenti possibilità:
- La tua email di anteprima contiene ancora testo fittizio. Quando invii email di test, assicurati che il corpo del messaggio sia identico a quello che riceverà l’utente. Artifici come “Lorem Ipsum dolor” attivano i filtri antispam e abbassano la deliverability della mail di prova.
- Non apri le tue email di test. Se usi il tuo indirizzo per testare le email, a meno che tu non interagisca con esse, gli ISP le segnaleranno come irrilevanti e inizieranno a inviarle in spam.
- Il mittente e il destinatario coincidono. Per consegnare correttamente le email, i client esigono che gli indirizzi di mittente e destinatario non siano la stessa casella. Quindi, quando mandi una test mail a te stesso, scegli un indirizzo diverso da quello usato per l’invio.
- Manca il link “Annulla iscrizione”. I batch senza un footer “Annulla iscrizione” hanno il 99,9% di probabilità di essere respinti o etichettati come spam.

3. Visualizzazione errata e scarsa responsività sui dispositivi
Un altro ostacolo affrontato dai QA è ritrovarsi con messaggi che vengono mostrati in modo diverso a seconda dei client oppure dei tipi di dispositivo. Se capita per il tuo batch di test, ecco alcune considerazioni specifiche per client che dovresti validare controllando il corpo email:
Gmail:
- Le immagini sono supportate di default.
- Le email di oltre 102kB vengono tagliate automaticamente.
- Il tag <style> viene inserito nell’head dell’email.
- Ridimensionamento automatico delle email su iPhone (le immagini sembreranno decentrate, quindi meglio usare “padding:0” nel <body>.
- La dimensione minima dei caratteri è 10,5pt per il testo corpo e 16,5pt per i titoli, per assicurare la leggibilità su smartphone.
Outlook:
- Nessun supporto per immagini di sfondo.
- Nessun supporto per elementi interattivi come moduli o caselle di controllo.
- Nessun supporto per video HTML5 o GIF.
- Supporto limitato per il padding.
4. Bassa Efficienza nei Test
Negli anni 2000, il test delle email era manuale, statico e tedioso. I team di test dovevano generare le email da zero e inviarle a indirizzi di prova. La buona notizia è che oggi la maggior parte di questi passaggi può essere facilmente automatizzata.
Ecco alcuni strumenti che aiutano i team QA a dedicare meno tempo al testing dei singoli elementi delle email:
- Anteprima email: Litmus
- Server email: GMass
- Email API: Mailosaur
- Verifica antispam: SpamAssassin
- Recapito delle email: Mail-Tester
- Verifica HTML: HTML Email Check
- Sistema di automazione browser: Selenium
Se hai bisogno di una soluzione di testing completa che ti permetta di verificare tutti gli aspetti tecnici dell’email, inclusi SMTP, API, HTML/CSS, prediligi strumenti collaborativi come Mailtrap.
Il testing delle email è solo un aspetto della garanzia di qualità. Per un approccio olistico alla QA, consulta la nostra guida ai migliori strumenti per il testing software.
Elementi Chiave delle Email da Testare
Ora che sai perché non si può saltare il testing delle email e comprendi come superare le principali difficoltà che i team QA incontrano durante le sessioni, è il momento di creare una strategia di test passo passo che assicuri alta consegnabilità e perfetto rendering delle tue email.
Ecco i principali tipi di test di email che un team QA dovrebbe eseguire.
1. Monitoraggio SMTP
Gli errori SMTP sono una delle cause più comuni di problemi di consegnabilità o di gravi malfunzionamenti dell’infrastruttura email. Ecco i problemi a cui i QA devono stare attenti:
- Il firewall blocca la comunicazione.
- La risposta del server richiede troppo tempo.
- Il server SMTP si connette al nome host sbagliato.
- Il server SMTP non supporta i comandi forniti.
Per semplificare la valutazione SMTP, i team QA utilizzano strumenti dedicati: Web Biz o Wormly.
2. Test delle API Email
I test API permettono agli sviluppatori di testare le email senza uscire dall’IDE. Utilizzando le API, puoi:
- Automatizzare al massimo il processo.
- Recuperare email tramite codice.
- Estrarre e verificare il contenuto di una email di test.
- Applicare il pattern matching.
- Inviare email di test con allegati.
Linguaggi di programmazione diversi eseguono script differenti per il test delle email via API. Per semplificare il processo, considera strumenti come Mandrill o MailSlurp.
3. Invio Locale delle Email di Test
Un altro modo per testare le email è configurare un server locale. In questo modo, i team QA alleviano il carico d’invio dall’ambiente di produzione e separano i test dalle campagne reali.
Testare le email su un server locale è molto utile per evitare di inviare per errore un batch di test agli iscritti. Gli strumenti più indicati sono Mailhog o Mailcatcher.
4. Test di Deliverability e Antispam delle Email
Come detto, i test di deliverability e antispam aiutano a controllare la reputazione del tuo dominio e del tuo IP e a verificare se un indirizzo del mittente non sia inserito nelle blacklist degli ISP.
Mail-Tester o GlockApps potrebbero esserti utili.
Conclusione
Nella community QA, il test delle email spesso viene dopo i test funzionali e di performance. In realtà, i team QA non dovrebbero sottovalutare il debug delle email e il test dell’infrastruttura. Prova gli approcci menzionati in questo articolo. Dicci quali strumenti di test delle email preferisci nella sezione commenti.
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